Veduta di Lecco
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Il borgo di Lecco, prima che ‘”s’incamminava a diventar citta”‘, ha saputo produrre molti dipinti e stampe che lo ritraevano in quella ridente posizione ai piedi dei Monti San Martino e del più famoso Resegone detto anche Monte Serrada.
Molti viaggiatori stranieri che affrontavano il “grand tour” percorrendo la via Mala che dal passo dello Spluga conduce per la Val San Giacomo a Chiavenna, decidevano a Novate -sul lago di Mezzola- di seguire la sponda Orientale del lago di Como, fino a Lecco.
Sostavano nei borghi incantati di Corenno, Bellano, Varenna e Fiumelatte, lasciando spesso testimonianza del loro passaggio attraverso il disegno, ma anche la fotografia.

Per la fotografia oltre a Pompeo Pozzi, vanno ricordati due fotografi operanti a Genova, Celestino Degoix e Alfredo Noach.
Entrambi’ a partire dal 1865 realizzarono riprese stereoscopiche di vedute lariane, nonché serie di stampe in formato carte-de-visite.
Le vedute tratte da negativi al collodio, permettevano la realizzazione della stampa all’albume, introdotta nel 1850 da Louis Desiré Blanquart-Eurart.

Nella guida di Federico Piadeni -uscita con lo pseudonimo P. Frico – Il lago di Como
Nuova guida con illustrazioni e carta orografica, stampata nel 1899, solo in qualche copia è presente una tavola con veduta fotografica di Lecco.
Si notano molti spazi verdi, l’occupazione di suolo pubblico che ha unito i comuni e frazioni circostanti con il borgo di Lecco, doveva ancora iniziare.
Erano i tempi delle verdeggianti montagne, il mormorio dei torrenti,, l’affaccendarsi degli abitanti intorno ai loro lavori, un aria purissima, un concorso di belle cittadine, insomma i tempi felici cantati da Giovanni Berchet (1783-1851):
“….le fragranze
Di che superbo e’ il lido a cui l’eterno
Aloe fiorito e cento alberi eletti
In Don la profumata India concesse;
Ne le rigide brezze annunziatrici
Del verno mai qui sentiremo…

La Pioverna, scendendo dalla Valsassina, tra massi e anfratti, forma presso la chiesetta di S.Rocco una bellissima cascata, dall’aspetto selvaggio:
“…Oh mira come!
Dall’alpestre ciglion cerca il torrente
L’ onda del lago, e giu’ per la scoscesa
China e a gran salti furiando, l’aere
Fiocca di sprazzi e di muggiti assorda
Pari all’ira de’ tuoni. Orrendo e’ il loco;
E dritto e’ ben se il volgo Orrido il noma”.

Tommaso Grossi (1790-1853) non dimentica la vegetazione del Lario a quei tempi molto fiorente:
“Sotto al candido incarco oppresse e dome
Vedi incurvarsi piu’ vicini olivi
E nondimeno verseggiar le chiome
Degli allori, dei cipressi e degli olivi…

Al ciclismo pionieristico, questa piccola guida, dedica in maniera inusuale alcune pagine traggiando dei percorsi, e con un
N.B. dice: – Alle singole localita’ nel testo della Guida, indicheremo con la nota sigla T.C.C.I. i ristoranti affigliati al Touring Club Ciclistico Italiano-.
La bicicletta, mezzo utilizzano spesso per gli spostamenti brevi, iniziava ad avere un certo mercato, confermato dagli esercizi commerciali presenti in Como:
“Bicicletta (noleggio e riparazioni) – Casanova Alfredo, via Garibaldi, 19 – Franchini fratelli, Lungo Lario di Ponente, 31 – – Caccia Luigi, via Milano, 33 – Vitali Giovanni, via Milano, 39 – Saule e Pusterla, via Lecco 39-41”.

I percorsi, in sintesi:
“LECCO-BELLANO, per la Valsassina, strada dl 3a, km 25; strade discrete, ma a forti pendenze, non sempre pedalabili”
“COMO-LECCO, strada di 2a, km 30,2 – Como -Erba 12,9, Erba-Lecco 17,3, Da Como (ponte sul Cosia) a Tavernerio ripida, non pedalabile in ascesa, pericolosa in discesa, poi ordinariamente buona”.

Alberghi e ristoranti per ciclisti affigliati al T.C.C.I. nelle varie localita’ del lago di Como e valle di Chiavenna:
Moltrasio, : il Roma, il Caramazza;
Argegno: Barchetta;
Tremezzo, il Bazzoni;
Cadenabbia, Hotel Britannia; Menaggio, Grand Hotel Victoria, Hotel Couronne;
Dongo, Il Dongo;
Colico, L’isola bella;
Chiavenna, Conradi e Poste;* Crimea, Specola;
Dervio, trattoria Al sollievo;
Varenna, Hotel Royal gia’ Marcionni, l’Albergo Reale; Lierna, il caffe’ ristorante Lierna; Bellagio, Il Florence, Il Genazzini e Metropole;
Blevio, l’Albergo Blevio.
(con * Hotel che hanno segnato la storia dei singoli luoghi)

Molto interessante un altra guida uscita anonima per l’ Esposizione del 1899, -Album-Guida Como i laghi – che tratteggia un profilo di Lecco in fase di sviluppo.

“Lecco (9,000 ab.), piccola ed industre citta’ posta all’estemita’ del ramo orientale del Lario. E’ capoluogo di circondario e di mandamento. Sorge in ridente posizione ai piedi del Monte Resegone, ed i suoi dintorni offrono campo a gradite ed amene passeggiate ed escursioni. Fra gli edifici pubblici vanno notati: l’ospedale, il teatro e la Chiesa parrocchiale dalla linea classica e severa. Sono pure notevoli due statue che sorgono in Lecco: quella a Giuseppe Garibaldi, opera dello scultore Confalonieri di Lecco, inauguratasi nel 1884, l’altra ad Alessandro Manzoni“.
(Alberghi: Croce di Malta, Mazzoleni).

Certo, la struttura alberghiera di altissimo livello, le grandi dimore e la bellezza incantata del paesaggio e delle montagne hanno dato “fama mondiale” a questo sublime territorio gia’ nell’ottocento.
Un quadro sintetico della Varenna a vocazione turistica, lo riporta un articolo sul Corriere del Lario -4 giugno 1851, n.23.

“Tre grandiosi aberghi e altri secondari offrono comodita’ d’ogni sorta ai passeggeri, vi ha ufficio postale, con cavalli e vetture per ogni occorrenza, e residenza di medici e ben fornita farmacia.
Il clima di questa contrada e’ dolce, prova ne fanno il cedro, l’arancio, l’olivo e l’aloe che vegetano meravigliosamente”
Nella guida l’unico albergo “Raccomandato” e’ l’Hotel Royal a Varenna.
Tutto questo sembra un annuncio dell’ascesa continua del borgo di Varenna fino ai nostri giorni.

Il pericolo attuale per ill lago di Como, di essere troppo conosciuto, sponsorizzato nel mondo e quindi frequentato per molti mesi all’anno oltre la capienza che garantisce il “vivere felici”.

Allegate seguenti foto:

Veduta fotografica di Lecco del 1899;

Copertina editoriale a stampa della guida di Federico Piadeni, Il lago di Como;

Copertina editoriale figurata dell’ Album-Guida, Como e I laghi e l’esposizione del 1899.
Leg.. Strumia & Angaroni-Milano.

Acquatinta – Veduta dell’Orrido presso Bellano sul Lago di Como. Nello Stato in cui era nel 1813. In basso a destra Fumagalli dis. ed inc.; inserita nella raccolta Il Raccoglitore compilato per Davide Bertolotti, Volume II, Milano, 1819.

Giancarlo Valera

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