In Lombardia, nel 2024, la media annuale di concentrazione del PM10 (particolato grossolano) si attesta sotto il valore soglia di concentrazione massimo stabilito dal D. Lgs. 155/2010 e, per il secondo anno consecutivo, anche il PM2.5 rientra nei parametri di legge in tutte le stazioni della rete regionale. Al contrario rimane estremamente critico il parametro relativo al numero di giorni caratterizzati dal superamento dei limiti di concentrazione del PM10, che in 8 capoluoghi di provincia su 12, supera la soglia massima di riferimento.
Buono l’indicatore relativo al biossido di azoto (NO2), con il valore limite annuale viene superato in una sola stazione (Cinisello Balsamo), a fronte di superamenti nel 2023 anche a Milano – Viale Marche e Brescia – via Turati.
Critico invece l’indicatore sulla concentrazione dell’ozono, che pur non evidenziando un trend definito, continua a registrare livelli ben superiori agli obiettivi per la salute degli abitanti e della vegetazione
Nonostante il miglioramento di alcuni parametri, il quadro complessivo rimane critico e il rispetto dei nuovi limiti della Direttiva 2024/2881 sulla qualità dell’aria e delle linee guida dell’OMS potrà essere conseguito solo attraverso politiche rigorose e ad ampio spettro finalizzate alla2w2ww riduzione delle concentrazioni di inqunanti atmosferici.
Altri dati forniti da ARPA Lombardia
Biossido di azoto (NO2)
La concentrazione di NO2 ha registrato miglioramenti significativi, con tutte le città lombarde rispettanti il limite annuale. Solo Cinisello Balsamo ha superato il valore limite, ma anche in aree ad alto traffico come Milano Viale Marche e Brescia Via Turati, i livelli sono stati sotto i limiti legali.
Ozono (O3)
Nonostante un miglioramento rispetto agli anni precedenti, l’ozono continua a registrare livelli elevati, con superamenti diffusi della soglia di protezione della salute. Le province più critiche sono state Lecco e Bergamo, ma nel complesso il numero di giorni di superamento è stato inferiore rispetto al 2023.
Altri inquinanti
I valori di monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo sono rimasti ben al di sotto dei limiti di legge. L’ammoniaca, pur non rientrando nelle normative attuali, contribuisce alla formazione di particolato e rimane un elemento critico per la qualità dell’aria.
Fonte: ARPA Lombardia – A cura di Emanuele Dell’Oca