Il Club Alpino Italiano (CAI) é la più antica e vasta associazione di alpinisti ed appassionati di montagna in Italia.
La fondazione ufficiale del club si ebbe all’una del pomeriggio il 23 ottobre 1863 nel castello del Valentino a Torino.
Tra i fondatori appartenenti alla prima lista diversi Ministri del nuovo Stato Italiano: Quintino Sella, Luigi Vaccarone, Bettino Ricasoli, Giovanni Battista Schiapparelli.
La fondazione del Club Alpino Italiano, si colloca infatti, nel periodo storico immediatamente successivo alla nascita dello Stato unitario italiano. (17 marzo 1861), ed é contestuale, quindi, alla sua evoluzione istituzionale e sociale.
Esso riflette il clima risorgimentale e post-risorgimentale che ha innovato la vita culturale e politica.
L’associazione – libera, laica e aconfessionale – avrà come scopo quello di far conoscere le montagne, in ispecie italiane, e di agevolarvi le escursioni, le salite e le esplorazioni scientifiche.
Il primo Congresso degli Alpinisti Italiani si svolge nel 1867.
I congressi vengono organizzati e gestiti dalle Sezioni ospitanti , hanno cadenza annuale e durano 6 giorni.
Sono rivolti ai soci delle varie Sezioni Cai, che possono partecipare tramite iscrizione.
Per questi Congressi veniva stampata una Guida, a volte – Guida-Itinerario – da dare ai partecipanti; riportava il programma della settimana che prevedeva letture e discussioni in aula, e gite nelle montagne del territorio.
In fondo ad alcune di queste guide era posta la tessera d’iscrizione al Congresso, con numero d’iscrizione, cognome e nome del socio e non sempre la Sezione di appartenenza.
All’interno c’erano le cedole per buoni, relativi a colazione, pranzo sociale, gite, viaggi in vettura, scontrini del bagaglio.
Nel taschino della guida una carta delle principali escursioni alpine, compilata da un socio della sezione ospitante.
Si possono pure trovare i biglietti di ingresso al luogo del Congresso, -con nome dell’alloggio, nr. camera, nr. letto dove l’ospite sostava, – i depliant del pranzo sociale con i piatti e vini serviti, e perfino il programma musicale di Società Filarmonica che in certii casi, si esibiva per i Congressisti.
Agli alpinisti convenuti al XIV Congresso Italiano, si faceva dono dell’opuscolo titolato – Istruzioni ad uso del Club Alpino Italiano ricordo della Direzione Centrale agli Alpinisti convenuti al XIV Congresso del Club Alpino Italiano di Milano nell’anno 1881– .
Per i giorni seguenti erano previste alcune gite fuori porta:
–Martedi’ 30 agosto – Alla mattina per tempo partenza dei Congressisti in ferrovia attraverso la Brianza fino ad Erba. – Salita di circa 1 ora a piedi per visitare il Buco del Piombo. – Colazione campestre offerta dalla Seziome. – Ritorno a Milano prima di sera.
–Giovedi’ 1 settembre – Nelle ore antimeridiane partenza per Como. – Visita alla citta. – Alle 11 imbarco sul battello a vapore: alla 12 a Varenna. – Salita a piedi di circa 3 ore per Esino, dove si pernotta.
–Venerdi’ 2 settembre – Ascensione della Grigna settentrionale (m. 2412), ore 7 circa di salita. – Visita alla ghiacciaia. – Pranzo offerto dalla Sezione al ritorno ad Esino.
Tra gli itinerari ed escursioni che possono farsi da Esino:
–Monte Legnone – Da Esino si discende a Tartavalle, passando per Taceno si raggiunge la Val Varrone che si attraversa per risalire a Pagnona – In tutto 5 ore di cammino. – Da Pagnona si puo’ in altre 3 ore raggiungere le Alpi di Aveno e di Vesina, da dove il mattino seguente in 3 ore si raggiunge la vetta (m. 2612).
La discesa si puo’ eseguire su Colico, oppure su Dervio.
–Pizzo dei tre Signori (m.2500) – Da Esino ad Introbbio (Valsassina), quindi salita alle Alpi di Biandino – 6 ore di cammino. Qui si pernotta e il mattino seguente in 3 ore si raggiunge la vetta.
-Grigna meridionale o Monte Campione – Da Esino a Pasturo in 4 ore, indi in 3 ore salita alle baite, da dove si raggiunge la vetta in 2 ore.
-Monte Crocione – Da Esino a Varenna 2 ore. Si attraversa il lago in 1 ora per Menaggio o Cadenabbia, e da qui in 4 ore si raggiunge la vetta.
Alcune di queste guide sono appartenute a Camillo Doyen, figlio di Michele Doyen (Digione 1809 – Torino 1861) che fondo nel 1833 una tipografia e litografia – a Torino in via Carignano – in societa’ con Michele Ajello, che nel.1838 divenne Doyen e C.
Nel 1871 era collocata all’indirizzo di via Carlo Alberto 38 a Torino.
Camillo successore del padre, fu anche autore di varie pubblicazioni sull’origine e lo sviluppo della litografia.
La tipografia dei F.lli Doyen, tra gli appassionati di montagna viene ricordata per la stampa dei bellissimi panorami della Alpi disegnati da Edoardo Francesco Bossoli.
Guide utilizzate da Camillo Doyen:
-XXIII Congresso 1891
Club Alpino Italiano – Sezione Verbano, sede Intra;
-2-7 settembre 1895 – XXVII Congresso degli Alpinisti Italiani – Milano – Guida-Itinerario;
-6-11 settembre 1897 – XXIX Congresso degli Alpinisti – Bergamo – Guida-Itinerario.
Allegate seguenti foto:
Copertina del XIV Congresso degli Alpinisti, organizzato dalla Sezione di Milano nel 1881;
XXIII Congresso Naziomale Alpino, presso la sezione Verbano, 1891. Biglietto d’ alloggio a Intra del Sig. Doyen Camillo:
Tessera d’iscrizione al XXVII Congresso Alpino Italiano. Milano 1-7 settembre 1895
N.117 – Sig. Doyen cav. .Camillo;
Depliant del pranzo sociale del XXIX Congresso Alpino. Bergamo, 7 settembre 1897.
Giancarlo Valera


