Oggi 10 Febbraio ricorre il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo forzato degli italiani dalla Jugoslavia, una tragedia che coinvolse molti italiani che furono indiscriminatamente catturati torturai e gettati nelle cavità e burroni carsici tristemente denominate foibe.
Luoghi dove venne tragicamente compiuta e consumata la vendetta contro persone inerti da parte dei partigiani slavi con l’unica colpa di essere italiani.
Ciò avvenne all’indomani della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale che scatenò la vendetta indiscriminata contro popolazioni che venivano considerate occupanti e dominatrici, contrarie al regime Jugoslavo.
E’ difficile per tutti ricordare gli orrori causati dalle guerre, non solo per chi le perde ma anche per i vincitori, con le conseguenti umiliazioni e lacerazioni umane per i sopravvissuti che l’hanno subita per le morti dei civili e di tanti giovani militari.
Il 6 Aprile 1941 il regime fascista con i nazisti, bombardano a tappeto radendola al suolo Belgrado, inizia l’invasione e l’occupazione della Jugoslavia.
Se la dividono Hitler e Mussolini crede di impiantare quel grande impero, uno dei punti principali del nostro nazionalismo irredentista, seguirà l’Albania e la Grecia, fluiscono in questi territori insieme ai militari molte popolazioni civili italiane, i fascisti incentivano forzatamente le popolazioni slave a cambiare la loro cultura.
I più ribelli vengono emarginati, molti deportati in campi di concentramento o uccisi.
Già nell’estate del ’41 le prime formazioni partigiane Jugoslave organizzano le prime azioni di guerriglia che faranno vanificare i sogni di gloria imperiale dei fascisti.
Con l’8 Settembre 1943 il tragico epilogo: oltre 300.000 soldati italiani si ritroveranno a passare da occupanti a perseguitati finendo a migliaia nei campi di concentramento nazisti.
Solo nel Marzo 2004, l’Italia decide di ricordare la tragedia delle foibe, viene scelta questa giornata in quanto il 10 Febbraio 1947, venne firmato a Parigi il Trattato di Pace che confermava il ritorno di tutti i territori occupati dal regime fascista italiano, alla Jugoslavia.
La memoria è necessaria ed indispensabile per non ripetere errori, condannare tutte le guerre ed i nazionalismi populisti della destra nazifascista che purtroppo stanno riemergendo in Italia ed in Europa, è nostro compito della generazione anziana rivolta ai giovani che si affacciano a questa realtà sociale complicata e molto confusa, la pace non è un regalo ma va difesa sempre.
Salutiamo positivamente la scelta di nominare la città di Nuova Gorizia quale città della cultura europea, quale simbolo di unità, di cooperazione e integrazione culturale e di pace.
Lecco, 10 Febbraio 2025
Sergio Fenaroli