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A cura della Biblioteca Comunale di Esino Lario, sabato 15 febbraio 2025 presso la sala Museo delle Grigne, Marco Pilotti, pseudonimo Malio Pricott, illustra i suoi due romanzi, scritti di getto a seguito della pandemia COVID del 2019 che ha sconvolto il mondo: “Il caso serio della corona” edito da Echos Edizioni e “Sono Monica” edito sempre da Echos Edizioni.

Lo scrittore, classe 1969, nasce a Bellano, uno dei più pittoreschi borghi del lago adagiato, come un placido gattino assonnato, sulla riva lecchese del Lario. Nato e cresciuto nella bellezza del nostro territorio, si trasferisce giovane a Monza e regala il suo cuore alla città. E’ sposato e ha 4 figli.
Marco Pilotti è stato sacrestano per 7 anni del Duomo di Monza, la Basilica di San Giovanni, si è laureato in teologia per spinta dell’arciprete Leopoldo Gariboldi e oggi insegna religione all’Istituto Comprensivo Salvo D’Acquisto di Monza, inoltre con la sua fondazione si occupa di educazione a 360 gradi.

Grazie al lavoro prestato nel Duomo di Monza ha acquisito parecchie informazioni sulla chiesa e…sulla Corona Ferrea, una delle reliquie più significative della cristianità.
La Corona Ferrea si trova nell’altare della Cappella di Teodolinda del Duomo di Monza eretto da Luca Beltrami nel 1895-96, è composta da 6 piastre d’oro ornate da rosette, gemme e smalti, all’interno della corona un cerchio di ferro contorna la circonferenza; la tradizione antica riconosciuta da Sant’Ambrogio nel IV secolo ritiene che il cerchio di ferro sia stato realizzato con un chiodo della croce di Gesù rinvenuto da Sant’Elena nel 326 durante un viaggio in Palestina e inserito nella corona per il figlio Costantino, primo imperatore cristiano. Ecco perché la corona si chiama ferrea.

Il primo libro parte proprio da un complotto internazionale ordito per rubare la Corona Ferrea improvvisamente scomparsa nei passaggi segreti sotterranei del Duomo. I malvagi del romanzo credono che la corona abbia poteri sovrannaturali e tramano di tutto pur di possederla.
Sarà il viaggio misterioso che accomuna un prete, insegnante di religione, un monaco ortodosso e un bibliotecario da Monza fino all’Irlanda e poi a Gerusalemme e più…fino a toccare il Terzo Mistero di Fatima, a risolvere l’intrigo.

Il protagonista è un sacerdote mandato a insegnare religione dalla Curia milanese al liceo classico Zucchi di Monza, ma in realtà l’insegnante è incaricato dal Vaticano, per voce del canonico Farinelli, di indagare sulla sparizione della Corona Ferrea. E’ continua la tensione fra il bene e il male, suspance da thriller, fantasia e verità, sapientemente fotografate dalla punta della penna di Pricott.

I capitoli finali conducono alla comparsa di Mr. Lucius Freedman, l’inquietante massone, che con gelante epilogo si rivolge al don: “…il popolo ha bisogno di essere guidato, controllato, indirizzato. Non è capace di gestire la propria libertà. Ormai controlliamo tutto. Abbiamo imparato dal fallimento delle grandi dittature che comandavano con la forza e la violenza…i nostri metodi sono più evoluti e sofisticati. Le nostre armi non sono i fucili, bensì la scienza, la religione e la persuasione. Facciamo in modo che siano le persone stesse a volere quello che noi vogliamo…”, e aggiunge: “noi non combattiamo la religione…è impossibile sopprimere il sentimento religioso di un popolo, al limite si può attenuare, controllare, corrompere, ma non soffocare; come la brace sotto la cenere è sempre pronto a divampare di nuovo”.
Il secondo libro “Sono Monica” è il prosieguo del primo, il protagonista è un alunno dell’insegnante di religione del liceo Zucchi, certo Marco di 5° liceo appassionato di musica e dotato di acuta intelligenza. Il romanzo è ambientato nel mondo sportivo di Monza, tra i rombi dei motori dell’autodromo e la squadra di calcio monzese promossa in serie A.

L’autore descrive perfettamente il centro storico di Monza dove vagano i pensieri dello studente che però vince una borsa di studio e va a Boston…
La trama inizia con un bit, una mail ricevuta dal 1989 dal protagonista mentre è davanti al computer: per un misterioso sbaglio spazio-temporale nasce il dialogo tra Marco e una ragazza sua coetanea che si presenta: sono Monica, ma la giovane è lontana nel tempo e nello spazio di ben 35 anni…

Da questa assurda vicenda: un contatto tecnologico impossibile, tra i due ragazzi sboccia un’amicizia intensa fondata sullo scambio di emozioni per le vittorie di ciò che amano, come i goal segnati della squadra del cuore, la Ferrari che vince a Monza, o l’entusiasmo regalato da un concerto…
Le sensibilità artistiche e umane di Marco e Monica sanno annodare sapientemente gli spazi temporali della storia: una metafora, un’aureola di luce dopo il buio della malattia.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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