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VIVA L’EUROPA

Finalmente, non tutti i mali vengono per nuocere, verrebbe da dire a buona parte delle persone che amano vivere, lavorare anche combattere (metaforicamente) da persone libere ed emancipate per il proprio futuro e benessere collettivo.

Se fossero davvero fondate e conseguenti le farneticazioni dei nuovi capi in USA, da Trump a Elon Musk, Vance e Marco Rubio, di disimpegnarsi militarmente in Europa, tutti noi saremmo davvero impegnati a riscrivere il nostro riassetto mentale e operativo, in ogni campo della vita, da quello educativo/formativo, economico e lavorativo, nelle relazioni internazionali multilaterali ed ovviamente anche nel campo difensivo e militare dell’Europa intera.

Equivarrebbe alla fine della subalternità culturale, del servilismo politico che le nostre classi dirigenti nazionali ed europee hanno accettato/subìto le direttive imposte da oltreoceano, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.

Una scelta unilaterale di smantellare la NATO?
E le basi militari USA, disseminate in tutta Europa con gli arsenali militari con annesse le loro testate nucleari quale fine farebbero?

Se così fosse, ci si troverebbe ad un cambio epocale dove l’attuale classe dirigente europea non sarebbe in grado di affrontare se non unicamente pensando al riarmo dell’Europa come deciso dal Consiglio Generale Europeo.

Di colpo diverremmo maggiorenni, alcuni dicono protagonisti e non più protetti, dall’ombrello americano, la scellerata posizione emersa dal gruppo dirigente europeo guidato dalla Von Der Leyen, non pago del conclamato fallimento bellicista in Ucraina, punta esclusivamente al riarmo generale dei singoli Stati, quale deterrenza ad un eventuale ed ipotetico attacco russo.

In Italia ed in Europa, si sono immediatamente scatenati tutti i guerrafondai che in questi tre anni di guerra ci hanno riempito di menzogne con una campagna di odio e disinformazione, pretendono ancora ad oggi di perseverare nelle loro farneticazioni belliciste sostenendo il riarmo dell’Europa, incuranti della necessità di dare forza e vigore ad una iniziativa diplomatica convergente a far cessare questa inutile e dannosa guerra.

Bene hanno fatto le forze progressiste, democratiche e sindacali italiane ad organizzare una mobilitazione nazionale a sostegno della nuova Europa che si vuole difendere e valorizzare orientando una posizione alternativa a quella delineata di un esclusivo e generale riarmo.

Sabato 15 Marzo, saremo a Roma con le nostre bandiere dell’Europa e della Pace ed in tutte le città europee che a breve si mobiliteranno, perché prevalga una politica che ci richiami ai valori fondanti dei nostri padri fondatori dell’Europa, costruita proprio per evitare lo spargimento di sangue e la perdita di giovani vite umane come colpevolmente sta avvenendo in Ucraina.

Questa mobilitazione democratica generalizzata, sarà utile anche a tutte quelle persone che per svariate ragioni e situazioni sono oggi impedite a mobilitarsi ma guardano con grande attenzione ed interesse all’esito positivo delle volontà intrinseche di abbattere i muri e costruire i ponti, perché prevalga il dialogo e la convergenza tra i popoli, in alternativa alle guerre.

Sergio Fenaroli

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