Sembra che nell’ultimo Consiglio comunale svoltosi a Introbio una settimana fa, l’ex borgomastro Adriano Airoldi si sia vantato di “averci visto giusto” nel non aver fatto partecipare anche Introbio al referendum purtroppo bocciato dagli elettori di Cortenova . Ha ragione Airoldi ? In parte si, ma in buona parte anche no.
Sono stati fatti degli errori nella gestione del Referendum ? Partendo dal presupposto che i Sindaci di Primaluna, Mauro Artusi, e quello di Cortenova, Sergio Galperti, sono assolutamente due persone molto serie e che con il loro comitato si sono impegnati allo spasimo per cercare di convincere i loro concittadini (sei incontri pubblici in un anno !) a mio parere però sono stati fatti degli errori, su cui varrebbe la pena di riflettere.
1) Innanzitutto proprio la mancata partecipazione del Comune di Introbio, che inizialmente era previsto nel progetto di unificazione, ha fortemente indebolito il progetto stesso. Se il borgomastro suddetto non si fosse tirato indietro inizialmente, il progetto avrebbe previsto la creazione di un grosso Comune di oltre 5.000 abitanti (Cortenova, Primaluna e Introbio) che sarebbe quindi diventato un centro piuttosto importante, con maggiori e notevoli finanziamenti da parte dello Stato, e con una autorevolezza anche a livello provinciale piuttosto consistente. Così non è stato: il defilarsi di Introbio (che poi non era chiaro come avrebbe poi potuto rientrare se il referendum fosse andato bene, e a quali condizioni) ha sostanzialmente azzoppato il progetto, che è diventato un progetto a metà. Forse i cittadini di Cortenova pensando a un progetto più vasto e importante (non solo l’unificazione con Primaluna) avrebbero potuto votare diversamente.
I progetti a metà non sono mai molto convincenti !
2) Come scriveva Guicciardini nel Cinquecento, ognuno poi alla fine guarda al suo “particulare“. I discorsi generici (“amministreremo meglio”, “avremo più fondi per i servizi pubblici, per le strade e per la Biblioteca ad esempio”) vanno bene ma per convincere i cittadini si sarebbe dovuto innanzitutto favorire le loro tasche. A domande precise – “calerà l’IMU ? La TARI e le tasse comunali ?” – i Sindaci dei due Comuni, correttamente dal punto di vista tecnico, hanno risposto che non potevano garantirlo, essendo un argomento che sarebbe dovuto essere affrontato dal nuovo eventuale Consiglio comunale unificato.
Ma questo è stato un errore politico, forse anche un po’ ingenuo , anche se sicuramente in buona fede.
Loro invece avrebbero dovuto rispondere: ” Ci impegniamo pubblicamente a fare in modo che le tasse comunali , se i Comuni verranno unificati, siano al minimo possibile” o addirittura venissero annullate nei primi anni con la copertura dei nuovi fondi in arrivo. Questa risposta sarebbe stata molto più convincente, e forse avrebbe fatto la differenza nelle urne elettorali.
3) Infine il problema del nome da dare al nuovo Comune. “In Nomen omen” ricordava Umberto Eco. Sinceramente i nomi proposti erano piuttosto bruttini : “Borgo Centro Valsassina” , “Borgo Grigna” o similari.
Come qualcuno ha giustamente fatto notare, il termine “Borgo” non appartiene alle nostre tradizioni: piuttosto è diffuso sulle aree appenniniche (Liguria, Emilia e Toscana) che non in quelle alpine.
Il nome da proporre agli elettori era molto importante: definiva la nuova identità del nuovo Comune, non era un argomento da sottovalutare. Si sarebbe dovuto coinvolgere non solo i consiglieri comunali, ma per esempio gli storici locali, e anche gli aderenti al CAI, che di ogni sentiero conoscono ogni anfratto e nomi.
Il nome andava preso da specificità locali e realtà storico geografiche locali (per esempio, ma solo come ipotesi, il nome “Pioverna” sarebbe andato benissimo) che immediatamente avessero caratterizzato il nuovo eventuale comune (le Grigne invece appartengono anche all’area lecchese e lacustre).
Insomma qualche errore è stato fatto: credo che ci vorranno anni perché si ritorni sull’argomento, anche perchè la demoralizzazione conseguente al mancato referendum è stata forte : chi si rimetterebbe oggi a raccogliere firme (che pur tuttavia anche a Introbio erano andate molto bene, con l’attuale Sindaca Silvana Piazza) e a riproporre a breve termine quel progetto ?
Il progetto era giusto, ma temo che per un po’ di anni non se ne sentirà più parlare: andremo avanti in ordine sparso , purtroppo !
ENRICO BARONCELLI