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Un interessantissimo incontro all’Unitre Valsassina, svoltosi con la solita competenza, chiarezza e disponibilità da parte della professoressa universitaria Chiara di Lorenzo, sulle intolleranze alimentari, i disturbi e la celiachia, un problema che riguarda milioni di Italiani (solo per la celiachia si calcola l’1,5/% della popolazione italiani, circa 600.000 persone).

Per quanto riguarda le allergie, a volte possono essere molto pericolose, e portare allo shock anafilattico e alla morte in pochi minuti. De Lorenzo ha ricordato alcuni casi , finiti sui giornali, di giovani donne, come Chiara Ribechini e Federica Stiffi, che al Ristorante hanno mangiato alimenti a cui erano allergiche (perlopiù derivanti dal latte) e che sono decedute poco dopo per shock anafilattico (mancanza di respiro ecc.)

“Sempre portare con sé almeno una dose di adrenalina – ha raccomandato Di Lorenzo – un vero salvavita per queste persone che soffrono di questi disturbi, in attesa che arrivi l’ambulanza” .

Diverse intolleranze alimentari invece hanno reazioni non così tossiche, meno gravi, ma sempre disturbanti: mal di pancia, gonfiori, diarrea, nausea e prurito ecc.
La professoressa ha poi ricordato le allergie al nickel ( a volte presente nella verdura, come nei pomodori, perché assorbita dal terreno).

Gli allergeni più comuni nei bambini sono latte, uova, pesci, arachidi e soia, mentre negli adulti si aggiungono noci , crostacei e a volte la frutta.

Anche molluschi e crostacei, in particolare i gamberi, possono portare allergia, come anche il merluzzo.

Nelle etichette dei prodotti alimentari venduti nei negozi e supermercati vanno sempre indicati gli elementi contenuti: a volte questo può bastare per evitare che vengano acquistati da chi ha incompatibilità, però a volte le etichette sono troppo generiche.

Tra allergie e intolleranze quella più comune, soprattutto nei bambini, è il lattosio , cioè lo zucchero contenuto nel latte. Il lattosio per mancanza di lattasi, enzima che scompone il lattosio in zuccheri semplici, arriva indigerito al colon, fermenta e provoca intolleranza.

Altre intolleranze possono essere la caffeina (chi non può bere più di un caffè al giorno) e l’etanolo, contenuto nel vino e alcolici, che gli astemi non possono bere.

Per quanto riguarda la Celiachia, una malattia di cui si sono scoperte le cause solo a metà del Novecento, è chiara l’intolleranza al glutine, contenuto nel grano e nei cereali. Questa porta a disturbi gastrointestinali (gonfiore, nausea, stipsi o diarrea) che si manifestano in breve tempo dopo l’assunzione di glutine: ma soprattutto si degrada fortemente la parte villosa dell’intestino.

La svolta nella ricerca sulla celiachia avviene nel 1950, quando Willem Dicke, nella sua tesi di dottorato a Utrecht, descrive il ruolo dei cereali tossici nella patologia celiaca e ipotizza un ruolo della carestia del 1944, in piena II Guerra Mondiale, nella riduzione dei sintomi.

L’unica terapia ad oggi disponibile è quella DIETETICA che consiste nell’esclusione di alimenti che contengono glutine PER TUTTA LA VITA.
Non a caso ultimamente sono nati diversi negozi che vendono prodotti alimentari appositamente studiati per celiaci.
Se non si segue una dieta rigorosa aumenta notevolmente il rischio di linfoma intestinale.

Un incontro quindi molto interessante, a cui ne seguirà un altro a Maggio, dato il grande interesse suscitato nei soci dell’Unitre dalla approfondita relazione della professoressa .

Enrico Baroncelli

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