La Valsassina, come altre valli alpine, nel Novecento ha subito importanti trasformazioni.
L” occupazione intensiva di suolo pubblico, le nuove vie di comunicazioni, le fabbriche di ogni tipo e genere, sono riuscite a trasformare un ambiente naturale ricco di boschi, torrenti, e montagne con tanta storia, in zona di transito per mezzi pesanti, e di un turismo inquinante di giornata.
La devastazione purtroppo oggigiorno continua senza tregua, la nuova strada di val Boazzo conferma la volonta’ distruttiva di una delle ultime aree boschive di grande interesse.
Lasciamo queste malvagita’ ingiustificate, per parlare della Valsassina di altri tempi, quella dei primi decenni del novecento, con riferimento ad un libretto dello storico C. Andrea Orlandi.
C.Andrea Orlandi, Uno sguardo alla Valsassina per impressioni e statistiche
(edizione fuori commercio)
Brivio Tipografia Fratelli Pozzoni, 1919
In-8° (cm. 21,5×15), 83 p., [1b]. Brossura a stampa color verde. Dono dell’autore.
Vogliamo ricordare alcune curiosita’ e cose notabili di paesi della Valsassina.
Barcone – Palazzo della famiglia Parolini-Roncalli, abbandonato dopo la Rovina, ed ora deturpato. Costruito nel 1573 (come da millesimo sulla facciata), i proprietari da Brescia lo vendettero nel 1777 a Giuseppe Antonio Malugani di Barcone. Mesta memoria della Rovina, che nell’anno 1762 seppelli 122 persone e 400 capi di bestiame, distrusse completamente Gero e buona parte di Barcone.
Barzio– Brigate forestali. Nota- Le brigate non hanno stazioni fisse, ma queste mutano di tempo in tempo localita’, secondo l’esigenza del servizio.
Concenedo– Colle denominato Cantello, con ruderi dell’Ospizio fondato nel 1407 da Guarisca Arrigoni di Barzio per gl’infermi, i poveri ed i pellegrini; da San Carlo nel 1566 convertito in monastero di clausura; soppresso con decreto 30 agosto 1784 da Giuseppe II; ingloriosamente lasciato distruggere dagli immemori valsassinesi.
Cortabbio– Nell’Oratorio, figure macabre medioevali, unico esempio del genere in Valsassina, coperte con uno strato di calcio per falso pudore.
Cortenova- Nei cenni statistici della Provincia di Como del 1867, si afferma che a Cortenova passa il 46° grado di latitudine boreale, al pari che a Luino, Griante, Fiumelatte.
Introbio– Nella localita’ Spinera verso Barzio cava di pietra che arieggiano il marmo di Varenna.
Margno- Rovine di Bagnala, forse il primitivo paese, senza dubbio localita’ fortificata.
Moggio– Il villaggio e’ tanto riposto che i lanzichenecchi seminatori di peste non si avvidero della sua esistenza.
Pasturo– Nella localita’ Alghero, in Corna del Peccaa, masso erratico di puddinga rossa, pervenuto da localita’ valsassinese settentrionale nell’epoca dei ghiacciai.
Primaluna– Fu celebre la cerimonia grandiosa della Passione di Cristo, che si celebrava il Venerdi’ Santo.
(L’ Orlandi si riferisce a l’Entierro rito religioso cristiano collegato alla Pasqua, praticato in alcuni borghi dell’area lombardo-ticinese per tutto il XIX secolo.
Descrive questa processione di Primaluna Giuseppe Muttoni nel libro Apocalisse in Valsassina: romanzo, edito nel1955 -Sul front.: premio Gastaldi 1954 per il romanzo-)
Taceno- Stabilimento idroterapico di Tartavalle con sorgente scoperta nell’anno 1839. Maestoso ponte sul Pioverna. Maria Teresa lo costituì sede di un cancelliere del censo, trasferito poi a Introbio con decreto del 1819.
Fabbrica di nastri a seta fondata nel 1912 presso Taceno da Giovanni Vigoni di Rho, dando lavoro ad una ventina di operaie. Un’insolita nevata sul finire dell’anno 1914 schiaccio’ il tetto dell’edificio, e l’industria piu’ non rinacque.
Vimogno– Genericamente parlando e’ notevole una singolare bonta’ e mitezza d’animo negli abitanti.
Torchi da olio– Gia’ numerosi quando abbondavano le noci e queste non venivano ricercate per altri usi. Andò perduta perfin la memoria degli olivi delicatissimi che si cavavano dalle noci di nocciole, dai semi di faggio. Fra i torchi esistenti a memoria d’uomo in Pasturo, Introbio, Primaluna e Margno, solo quest’ultimo sopravvive, seppure un modesto laboratorio.
Il discorso sull’ecocidio, si lega inesorabilmente in ogni parte del mondo a determinare idee di tipo imperialista e colonialista.
Si distruggono i popoli per sfruttare in maniera intensiva le risorse presenti nei loro territori.
Greta Thunberg diventata impopolare dopo avere preso posizione a favore dei popoli oppressi in particolare la Palestina e, contro chi si gira dall’altra parte dimenticando che: “every child killed was someone’s everything” (ogni bambino ucciso era il tutto per qualcuno), ricorda nelle mobilitazioni di piazza: “Il movimento per la giustizia climatica deve essere un movimento decoloniale, anticapitalista, antifascista, che combatte contro il genocidio e l’ecocidio, che richiede liberazione e giustizia per tutti, e un sistema che pone le persone e il pianeta al di sopra del profitto”.
Quanto sta succedendo nei territori montani di Lombardia e’ un sistema che non mette le persone prima dei profitti.
Allegate seguenti immagini fotografiche:
Frontespizio del libro Uno sguardo alla Valsassina per impressioni e statistiche, 1919.
Rara sovraccoperta figurata del romanzo di Giuseppe Muttoni Apocalisse in Valsassina, 1955 (difficile stabilire il borgo della Valle da dove la Signorina osserva incantata le pareti della Grigna).
Illustrazione solidale di Valeria Fogato (cm.14×14) Instagram.coffeesforgaza
Giancarlo Valera


