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Tu fai pum e ridi, il soldato spara e un altro uomo non ride più

“I bambini giocano alla guerra. E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti da sempre fanno la guerra…”ma…”c’è un altro gioco da inventare: far sorridere il mondo, non farlo piangere. Pace vuol dire…e pace è ancora non avere fame, non avere freddo, non avere paura” Bertolt Brecht.
Nella guerra combattuta con le truci bombe di ferro o la frivola moneta mai reale che saltella come una farfalla sui mercati, ops fiori…mai abbastanza come contropartita per i ‘molti’ che studiano e lavorano, in abbondanza per chi viaggia sulle autostrade del potere, i bambini si abituano a concepire la vita come una lotta: per un giocattolo, un pensiero, uno sguardo, la felpa della… La forza è l’unico riferimento nelle questioni sociali con un vincitore e un vinto, senza dubbi. Sempre. E in questa logica della disumanità il potere può tutto.

Dati Unicef e di Save the children in continua crescita: dall’inizio della guerra Ucraina-Russia più di 2500 bambini sono stati uccisi o feriti, a Gaza nella guerra Israele-Palestina, 1milione di minorenni è senza beni di prima necessità, 14mila sono i bambini morti, il 20% dei quali nati e uccisi durante la guerra, e 25mila i bambini feriti, 17mila sono i bambini rimasti orfani. Ma le stime parlano anche di bambini dispersi di cui non si sa nulla, e nessuno saprà mai nulla, nemmeno i loro nomi…
E drammatici sono i numeri odierni di un’altra guerra, quella dei minorenni italiani, anche di famiglie ‘bene’, che si accoltellano per le strade, uccidono i genitori, gli amici, la fidanzata…bestemmiano a 3 anni, bullizzano i compagni a 6 anni, cantano in onore alla dittatura a 8 anni, si ubriacano a 10, si drogano a 12, stuprano a 14… Perchè le Istituzioni non trascorrono del tempo in aula per verificare questa spaventosa realtà? Certo, qualcuno potrebbe dire: ma i miei figli e i miei nipoti non sono così, la scuola che frequentano i miei figli è diversa…

Bisognerebbe dare un premio alle maestre e ai prof che hanno di fronte tutti questi fanciulli e giovani disorientati, arrabbiati, violenti, sfrenati.
Sarebbe doveroso aiutare gli oratori e tutte le associazioni che promuovono educazione, come ai tempi di Don Giovanni Bosco.
Non credo sia sufficiente o efficace punire col voto di condotta, il malessere è dentro a tanti bambini e ragazzi, il comportamento è solo il riflesso negativo di una crescita disturbata, solitaria, non compresa, sregolata, agitata, ma nonostante tutto s’intravede la richiesta di aiuto seppur nascosta dal modo sbruffone…

La famiglia da sola non ce la fa, nonostante la buona volontà e i buoni propositi.
La gioventù sta male, e magari si pensa anche di mandarla in guerra, non basta la battaglia quotidiana dei ragazzi in questo mondo difficile, dove 1/5 delle risorse sono lasciate ai 4/5 della moltitudine umana e i 4/5 delle risorse vengono spartite tra il restante 1/5 dei pochi signori della terra. E’ davvero proprio tutto giusto e per merito?

“Partirono all’alba in crociata i bambini. Le facce gelate, chi li troverà? Partirono in fila, sepolti di neve…una bambina di undici ad una di quattro come una mamma portava per mano…c’era fede e speranza, ma né pane né carne…si persero in tondo, nel freddo di neve. Nessuno più vivi li potè trovare. Soltanto il cielo, li vede vagare. Nel cerchio dei senza meta, dei senza patria. E cercano insieme una terra di pace. Non come quella che hanno lasciato…il cane nel bosco fu trovato una sera. Al collo portava un cartello con scritto: “qualcuno ci aiuti, abbiam perso la strada. Seguite il cane e vi prego, non gli sparate”. La scritta infantile, trovò un contadino. Ma non la mano che la tracciò. Un anno è passato, nessuno è venuto. Il cane soltanto è restato a morire di fame” . Vinicio Capossela, ispirandosi al poema di Brecht “La crociata dei bambini” che denuncia la guerra come crimine contro l’umanità.

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