I giardini botanici sparsi da secoli per il mondo, hanno prodotto rari cataloghi a stampa.
L’ esemplare che veniamo ad esaminare con aggiunte botaniche manoscritte, potrebbe essere appartenuto all’estensore del catalogo, o preparato per un cliente speciale.
(Villoresi Luigi) Catalogus plantarum existentium in horti Regiae Villae prope Modoetiam – Monza, Corbetta, 1813
(Unito:) Supplementum plantarum horti regii modoetiensis – Monza, Corbetta, 1814
Due opere in un vol. in-8° (cm.18,5×13), 76 pp., 1c (explicatio) – 16 pp.; tutte le carte sono alternate da carte bianche con appunti botanici manoscritti, ed in fine altre 16 carte bianche con filigrana.
Legatura coeva in tutta pelle bazzana, tassello in pelle rossa con titolo e fregi in oro al dorso, tagli gialli.
Prima edizione di questo catalogo preparato per i visitatori del parco di Monza, che si sviluppa intorno alla Villa Reale. Questo esemplare presenta carte bianche interfoliate che sono servite ad un antico possessore per annotazioni di carattere botanico; si tratta di 134 aggiunte al catalogo, di nuove piante e fiori.
Luigi Villoresi (Desio 1779 – Monza 1823), agronomo, botanico, architetto del paesaggio italiano, progettista di giardini, dal 1803 al 1823 fu il responsabile del “Parco di Monza”. Di lui vogliamo anche ricordare l’intervento nei giardini di Villa Reale a Milano e la partecipazione, come organizzatore, alle feste per Napoleone nel Maggio del 1805, in quella occasione invio a Milano 100 carri di fiori. Fu inoltre un valente botanico, per essere stato il primo ibridatore di rose in Italia.
Famosa la rosa “Bella di Monza” (Modoetiensis Villoresi) che porta ancora il suo nome.
Tra le aggiunte manoscritte nel catalogo, da segnalare la Campanula Grandiflora, la Viola Campanulata, e il Lilium Chalcedonicum.
Nell’ explicatio auctorum citatorum abbreviationum vengono riportati cataloghi dei seguenti giardini botanici:
Hortus Bononiensis, Hortus Carlsruhanus, Hortus Celsii, Hortus Ferrariensis, Hortus Florentinus, Hortus Comitis Alexii Razoumoffsky a Gorenki Moscoviae, Hortus Kewensis, Hortus Lechi, Hortus Regius Madritensis, Jardin del la Malmaison, Hortus Noisette, Hortus Novariensis, Hortus Parisiensis H. Saint-Mesm. Hortus Saint-Mesmin, Hortus Schoenbrunnensis, Hortus Ticinensis.
Altra figura di spicco e’ Giosue’ Scanagatta (1742-1823), botanico italiano nativo di Varenna (Lake Como).
Formatosi a Padova nella scuola di Giovanni Marsili, fu custode dell’Orto botanico di Pavia, e professore di botanica a Milano e, soprattutto per un decennio a Bologna dove contribui alla formazione di un nuovo orto botanico.
Il suo nome e’ anche legato a varie pubblicazioni tra le quali due edizioni del Systema Vegetabilium di Linneo; e il catalogo dell’orto botanico di Bologna – Synopsis plantarum Horti Regii botanici Bonomiensis, 1813-.
Nell’arte contemporanea, bisogna apprezzare il lavoro inusuale di Anya Gallaccio (Born 1963), artista minimalista scozzese che ha saputo creare siti specifici per installazioni che utilizzano fiori e arbusti sia all’interno di strutture chiuse che nei giardini abbellendone notevolmente l’aspetto.
-Installation Residencies and awards:
Denniston Hill art center, New York;
Montalvo art center, Saratoga;
Headlands center for the art, Sausalito;
Tate Britain, London;
University Oxford, Uk and San Francisco;
The Oxbron school. Nata;
Kamarawa college of art Kamarawa, Japon;
Hamlyn foundation award, London.
Fiori e piante hanno senza dubbio incantato intere generazioni, e perfino le aree nel mondo colpite da guerre e colonizzazione in tempi recenti hanno saputo creare giardini botanici.
Volevo ricordare il giardino botanico del Museo di storia naturale della Palestina a Betlemme e le confortanti parole del suo fondatore dr. Mazin Qumsiyeh: “cosi’ come ho creato un ambiente in cui queste piante crescono, cosi’ ho creato un ambiente in cui gli esseri umani possono crescere, prosperare, avere successo”.
Allegate seguenti foto:
-Catalogus plantarum -frontespizio-
-Supplementum plantarum -prima pagina-
-Anya Gallaccio, Preserve “Sunflowers”
101 sunflowers, glass – 150×150 cm /59×59 in (inches=pollici unita’ di misura di lunghezza, usata nei paesi anglosassoni fino al 1995)
(Conservare I girasoli. 101 bicchieri di girasoli)
Clove Building, Butler’s Wharf, London, 1991
-Anya Gallaccio, Copper beech hedging planted within a wilderness Garden
Ideal height 3 m / 10 ft
(siepe di faggio color rame piantata all’interno di un giardino selvaggio
Altezza ideale 3 metri / 10 ft=300 cm)
Photos Richard Ivy, 2007.
Giancarlo Valera


