Venerdì 14 febbraio, alle 9.30, presso il Museo di Storia Naturale di Milano, si terrà il convegno “Antonio Stoppani. Luci dagli archivi nel bicentenario della nascita”, un’importante iniziativa realizzata grazie alla collaborazione tra il Centro Internazionale di Studi Rosminiani e i Comuni di Milano e Lecco.
Venerdì 14 febbraio. Convegno su Antonio Stoppani . Museo Storia Naturale di Milano .h.9.30 Prolusione Monsignor Mario Delpini ” Un prete scienziato. Perché la Fede cerca e sostiene la scienza “
h. 10.30 padre Ludovico Gadaleta ” Stoppani, Albertario e la questione rosminiana ” Modera sr. Elisabetta Lisci. Centro Nazionale di Studi Rosminiani.
Un convegno sul rapporto con la sua Chiesa di un grande prete lecchese e grande scienziato : Antonio Stoppani. Fondatore della Geologia e della Archeologia preistorica in Italia fu anche un cattolico liberale, molto legato al pensiero di Rosmini che divulgò con ogni mezzo. I cattolici intransigenti dell’ epoca lo avversarono con ogni mezzo, in particolare don Davide Albertario , che morirà a Carenno nel 1902.
Anche il giornale ” Il Resegone ” e lo stesso prevosto di Lecco furono tra i suoi avversari. Nel Bicentenario della sua morte lo stesso arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini interviene a celebrarlo . Nel pomeriggio, nella stessa sede, interventi sulla documentazione stoppaniana conservata negli archivi di Milano, Lecco e Venegono. Interviene tra i relatori anche l’attuale direttore dei Musei civici di Lecco, Mauro Rossetto, sul tema “Il patrimonio documentario e iconografico di Antonio Stoppani nei Musei di Lecco”.

Nel suo libro ” Il dogma e le scienze positive” che F. Traniello definisce «l’ultimo manifesto del cattolicesimo conciliatorista» (p. 194), Stoppani proponeva la conciliazione fra stato nazionale e chiesa e religione, e quella fra religione e scienza, nel complesso di una considerazione più ampia di
necessaria conciliazione fra cultura religiosa e mondo moderno. Il pensiero cattolico doveva «distinguere il metodo scientifico e positivo, di per sé incontestabile, dai suoi esiti filosofici razionalistici e materialistici» (p. 196).
L’opera attirò su Stoppani molte e dure critiche dalla Chiesa cattolica, ma non si arrivò a una condanna ufficiale, come avrebbero voluto i suoi avversari e in particolare i redattori del periodico «Osservatore cattolico». diretto da don Davide Albertario. Stoppani, con una decisione insolita e ardita, li chiamò a giudizio considerandosi calunniato. «Il processo si concluse nel luglio del 1887 con la condanna dell’”Osservatore cattolico” e del suo direttore, a cui fu ingiunto di pagare 10.000 lire per i danni morali e 6.000 per quelli materiali» (p. 213).
Nelle successive opere sulla «storia della creazione secondo la ragione e la fede» Stoppani «parte dall’idea che fosse necessario emancipare da un lato la scienza dal dogma e dall’altro il dogma dalla scienza» . Anche qui incorse nelle ire del Papato che , poco dopo, mise all’Indice dei libri proibiti la sua rivista ” Il Rosmini ” e condannò anche alcuni scritti di Antonio Rosmini. Le sue teorie scientifiche , dopo 150 anni , sono superate. E vorrei ben vedere il contrario , ma anche il Darwinismo radicale e intransigente delle origini ormai lo è . Come sempre nella ricerca scientifica con il passare del tempo. L’aspetto straordinario di Stoppani fu il volere, sempre, conciliare la religione con l’imperante Positivismo ateo dell’epoca. E così trovo congiunti contro di lui sia gli estremisti del positivismo ateizzante che i cattolici reazionari intransigenti. Come sempre quando si vogliono conciliare posizioni opposte in eterno conflitto
(Gianluigi Daccò)